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La sfida

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Attività medica
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La prova 2007
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Attività medica scientifica

L’attività subacquea, continua a porsi delle questioni scientifiche ancora irrisolte. Nel caso di un record del mondo, ovviamente, ogni stimolo fisiologico- scientifico diventa di gran rilevanza.

Come hanno dimostrato i calcoli matematici sull’organismo degli astronauti, esposti a condizioni d’ipobarismo (ossia riduzione della pressione atmosferica) durante i voli spaziali, anche durante le immersioni il corpo è esposto a condizioni estreme.

Le sperimentazioni condotte all’interno di una camera cosiddetta ipobarica (la stessa usata per gli astronauti ed i subacquei) che simula un'altitudine di 2500 metri sul livello del mare, hanno dimostrato alterazioni nella produzione di globuli rossi, e quindi nelle prestazioni di resistenza.

Quasi più complicato rispetto al lavoro degli astronauti, il sub è costretto ad  affrontare altre variabili. Può sembrare paradossale ma anche un subacqueo immerso in “mare” può soffrire di disidratazione, che rappresenta uno dei fattori di rischio più importanti per questa attività.

Le conseguenze fisiologiche della disidratazione sono importanti. Il sangue si addensa, diventa più vischioso rendendo più difficoltosa la circolazione e più gravoso il lavoro del cuore. La disidratazione rende difficile lo svolgimento corretto delle attività corporee e lo smaltimento dell’azoto (Dato che il nostro corpo è composta per la maggior parte di liquidi ed essi tendono ad assorbire il gas, quando respiriamo sotto pressione il nostro corpo assorbe ciò che respiriamo).

Ultimo, ma non per importanza, è il fattore di rischio rappresentato dallo stesso ossigeno che, utilizzato a pressioni parziali superiori al normale, può essere anche molto pericoloso, specie se respirato in condizioni particolari.

Questi sono solo alcuni dei rischi che Francesco affronterà per superare ‘il limite’. Impossibile prevedere cosa potrà accadere restando una notte intera in mare, senza nessuna struttura protettiva. Ci sarà solo Francesco e la sua tenacia.

Le prove e i test:

  • Aspetto cerebrale. Un elettroencefalogramma studierà e monitorerà le reazioni del cervello in uno stato di stress e di immersione 
  • Aspetto fisiologico. Pressione del sangue, parametri cardiocircolatori, termoregolazione.
  • Prova psicologica, superare lo stress psicofisico. Restare immerso in acqua con una muta umida  in un ambiente estremo.
  • Aspetto tecnologico. Test di attrezzature in ambiente estremo.

Lo staff medico

  • Dott. Alberto Fiorito (Responsabile Medico NASE Italia).
  • Dott. Alessandro Marroni (Presidente DAN International).
  • Dott. Dino Bosco (Specialista in Med. del nuoto e della attività subacquea).
  • Dott.ssa Natalie D’Alessandro (Psicologa dello sport Università di Chieti).
  • Dott. Benito Oliva (Associazione Chiropratici Italiani).
  • Dott. Ivo Parisse (Titolare Medicina dello Sport Università di Perugia).
  • Dott. Stefano Ruffini (Farmacologo – Professore Università di Perugina).

 

 

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