IL SECOLO XIX WEB
6 ottobre 2007
06 ottobre 2007
32 ore sott’acqua, Colletta
racconta l’immersione record
Francesco Colletta, il sub dei record, racconta la sua immersione record stasera alle 17 al Teatro del Mare, durante la 47sima edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova.
Tra l’8 e il 9 settembre Coletta, protetto solo da una leggera muta, è stato immerso per 32 ore e a 10 metri di profondità nelle acque dell’Area Marina Protetta del Plemmirio a Siracusa, realizzando il massimo tempo trascorso da un essere umano sott’acqua: tutto questo non per stabilire un primato, ma per aiutare una serie di esperimenti scientifici seguiti anche dalla Nasa e dall’Agenzia Spaziale Europea.
Francesco Colletta ha realizzato questa prova nell’ambito del progetto Endless Diving 2007, creato per studiare a fondo le reazioni del corpo umano a un lungo periodo di immersione e di ventilazione con autorespiratore: un esperimento seguito oltre che dall’equipe di medici e ricercatori del Cnr di Pisa, delle università di Perugia e di Chieti e dell’Aereonautica Militare Italiana, anche da due dei massimi studiosi di permanenza nello spazio.
L’iniziativa di Colletta è stata seguita dal Dudley Crosson, dell’Agenzia Delta-p della Nasa extraveicular activity e da Franco Rossetto del Progetto lunare Moon Base dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea), che hanno monitorato dalla barca appoggio la situazione fisica e psicologica del sub.
Nel corso delle 32 ore, la sua immersione è stata seguita e analizzata per quanto riguarda l’aspetto cerebrale (un elettroencefalogramma verificava le reazioni del cervello in uno stato di stress e di immersione) ma anche sotto il profilo fisiologico: pressione del sangue, parametri cardiocircolatori, termoregolazione.
Durante la sua permanenza sott’acqua, Colletta è stato sottoposto a test e prove psicologiche, per verificare il livello di stress psicofisico. Tutto questo per raggiungere risultati importanti sia in campo medico, sia per il mondo della subacquea, ma non solo.
Le condizioni di vita sott’acqua sono molto simili a quelle che affrontano gli astronauti: in entrambi i casi, a causa dell’ipobarismo (riduzione della pressione atmosferica), il corpo è esposto a condizioni estreme, dall’alterazione nella produzione di globuli rossi, alla disidratazione.
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