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La sfida
L'uomo
La prova 2007

Come
Il Successo

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32 ORE DI IMMERSIONE CONTINUATA
dal mare allo spazio

Francesco Colletta ha superato il suo precedente record fissando il tempo massimo di permanenza continuata di un uomo in acqua in 32 ore esatte.
Un impegno notevole che ha portato ad un risultato straordinario grazie anche alla collaborazione di Vittorio Bianchini subacqueo di grandissima esperienza (C.E.O. NASE Italia) che ha curato la parte tecnica e di assistenza. Mentre la parte tecnologica è stata supportata da aziende leader del settore come MARES che nel collaborare con Francesco hanno testato materiali e progetti di sviluppo su prodotti standard.
Di fatti Colletta ha fissato il record rimanendo ininterrottamente immerso per 32 ore utilizzando esclusivamente una muta semistagna MARES Trielastic che presto verrà commercializzata per il vasto pubblico dei subacquei, accessori come calzari, guanti e pinne assolutamente di serie, così come la nuovissima maschera X-Vision Liquid Skin, il GAV Icon e gli erogatori Abyss che la MARES ha messo a disposizione e che hanno perfettamente assolto al compito affatto facile di fornire aria e supporto per un tempo così lungo.
                              
Ma l’impresa è indiscutibilmente di Francesco, che con grande forza di volontà, una capacita di controllo del proprio corpo straordinaria e soprattutto, una disciplina mentale innata, è riuscito a gestire ogni minuto dell’immersione organizzando lui stesso le attività subacqee sia quelle programmate come la mappatura di una porzione del fondale dell’Area Marina Protetta del Plemmirio o l’incontro subacqueo con vari personaggi, sia quelle del suo tempo libero con esplorazioni dettagliate del fondale, giochi come la “dama”, l’utilizzo del comunicatore subacqueo GSM gran facciale della Ocean Reef “Neptune Space” tramite il quale ha anche rilasciato interviste ad alcuni network nazionali e che se pur utilizzato per molto tempo non ha evidenzaito nessun problema e si è distinta per l’ottima ergonomicità dovuta alla speciale guarnizione in silicone.

Colletta è un uomo di un energia inesauribile capace di trascinare nei suoi entusiasmi chiunque gli si avvicini. Testimonianza di questo è stata la disponibilità e la dedizione del gruppo di subacquei che si sono avvicendati nell’attività di assistenza. Il loro impegno non èconsistito solo nell’aassicurare la presenza in quei due giorni, ma anche garantire la disponibilità ad esercitarsi in operazioni delicate come quelle del cambio bombola, partecipare alle riunioni di programmazione e dedicarsi ai preparativi nei giorni precedenti. Il gruppo coordinato da Corrado Gennuso e da Francesco Corso (rispettivamente Trainer e Instructor NASE) è stato composto dai subacquei del Free diving di Siracusa.

L’intera immersione è stata programmata direttamente da Francesco Colletta in collaborazione con Franco Montingelli (istruttore NASE) suo amico e collaboratore di lunga data,  che era il responsabile ed il supervisore di tutte le operazioni in acqua e all’asciutto. Compito delicato e fondamentale per la riuscita dell’impresa, che ha comportato il cambio delle attrezzature per ben 20 volte, questo ha significato che per altrettante volte le attrezzature sono state smontate e rimontate con relativi controlli, sono state gestite (ricaricate e controllate) oltre 20 bombole per un consumo di aria pari a 34.000 litri, sono stati monitorati tempi e procedure che hanno fatto si che tutto procedesse per il meglio e che l’atleta non abbia mai dovuto affrontare situazioni di emergenza.
Francesco Colletta però non si accontenta di un “semplice” record unico nel suo genere e impegnativo per l’obbiettivo, ma su questa prova sportiva ha costruito un vero e proprio progetto scientifico: l’Endless Diving.

L’Endless Diving nasce dall’unione tra sport e scienza, tra gesto atletico e ricerca scientifica, tra mare e spazio. Di fatti anche in questa edizione erano presenti scienziati di diverse nazioni che hanno condotto esperimenti scientifici di vario genere mettendo a frutto l’impresa compiuta da Francesco.
Il progetto Endless diving ha permesso un approccio multidisciplinare allo studio delle modificazioni umane con l’ambiente straordinario subacqueo, permettendo la ricerca sulle modificazioni fisiologiche dell’uomo in situazioni estreme, di resistenza psicofisica.
Un test unico. Oggi la subacquea moderna, militare e commerciale ci ha preparato ha tempi di permanenza in ambiente simulato di iperossia/ipossia molto lunghi (basti pensare alle immersioni lavorative che prevedono anche 35 gg di decompressione in camera iperbarica) ma quanto un uomo possa resistere a lungo in immersione continua è ancora da chiarire.
I risvolti scientifici sono tanti. Non è una trovata pubblicitaria, è un test che coinvolge esperti del settore di tecnologia, di medicina e per lo studio di human factors; una ricerca seria e professionale che permette di studiare anche metodiche di prevenzione di patologia da decompressione e dei ritmi circadiani con risvolti clinici utili soprattutto a chiarire l’eziogenesi di momenti fisiopatologici della vita quotidiana, bronchite, enfisema, apnee notturne, patologia cardiovascolare.

Un progetto scientifico articolato e internazionale che ha suscitato l’interesse del PH. Dudley Crosson della Detla-P, una società che lavora ai progetti dell’ente spaziale americano NASA offrendo soluzioni tecnologiche per la vita dell’astronauta. Le domande che si pone il PH. Crosson nel suo lavoro sono : come reagiscono le persone a regioni polari o spaziali e perché ci sono alcuni che si adattano meglio di altri a questo genere di ambienti straordinari?  L’Endless Diving può fornire alcune di queste risposte.

ESA (European Space Agency)
Prof. Franco Rossitto

Valutazione delle strategie posturali
In condizioni normali l’essere umano vive in ambiente terrestre e deve continuamente interagire con la gravità. La sua priorità nella gestione del movimento, indifferentemente che si tratti di un campione olimpico o mondiale, o di un soggetto con elevati livelli di disabilità motoria, è mantenere la stabilità posturale. Lo studio dei sistemi di controllo dell’equilibrio e del movimento condotto in assenza di gravità, in acqua, nello sport di alto livello e nelle patologie motorie severe ha ampliato le conoscenze e prodotto nuove metodologie in grado di consentire alla popolazione generale insospettabili recuperi delle capacità motorie. La valutazione delle strategie posturali e dell’equilibrio in appoggio bipodalico e monopodalico è un importante parametro funzionale proporzionale al livello e all’eventuale decadimento delle capacità motorie antigravitarie (camminare, correre, saltare, salire e scendere le scale, sedersi e alzarsi da una sedia, ecc) in grado di quantificare l’impatto che una situazione di stress, come l’esposizione ad un ambiente straordinario, ha su alcune importanti capacità funzionali dell’organismo. Per tale motivo la misurazione di questi parametri prima e dopo la permanenza prolungata in immersione può fornire un contributo determinante alla conoscenza dei meccanismi coinvolti, della loro tolleranza allo stress e delle possibilità di recupero.

Prof. Dino Bosco (Medico subacqueo)
Prevenzione delle patologie da decompressione: Impiego della pre-ossigenazione

E’ oggi accettato che le bolle gassose si formano a partire da micronuclei gassosi circolanti preesistenti che nonostante il rispetto della curva di sicurezza a volte vengono a manifestarsi sintomatologicamente. Trovare una modalità di riduzione/eliminazione di questi micronuclei gassosi circolanti può apportare benefici nella prevenzione delle patologie da decompressione. Gli autori si propongono inoltre di indagare la genesi del processo patologico della MDD(malattia da decompressione): N, CO2 e piastrine.
Basandoci sui protocolli della NASA previsti per le attività extra-veicolari (EVA) dei loro astronauti al fine di ottimizzare la denitrogenazione, ci siamo posti come obiettivo di questo studio quello di determinare la riproducibilità della efficacia della denitrogenazione eseguita a scopo preventivo prima di una immersione.

Abbiamo valutato la possibilità di impiego della respirazione di ossigeno normobarico prima della esposizione in pressione (immersione in acqua) ai fini di una deazotazione e di una dissoluzione dei micronuclei gassosi asintomatici preesistenti nell’organismo umano.

Le procedure decompressive saranno quelle della US Navy.

CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
Dot. Arnie Sieber
Dot. Bernard Koss

L’evento è stato seguito dal CNR di Pisa, Fisiologia oltre i Confini, con l’ing. Arnie , B Koss hanno potuto testare in una situazione così particolare un piccolo strumento per registare segnali dell’atleta in modo non invasivo. Lo studio ha previsto le registrazioni Holter e di temperatura durante tutta l’immersione.
 
Responsabile Medico NASE Italia  
Dot. Alberto Fiorito (Medico della Marina Militare Italiana)

Si è conclusa l’esperienza Endless Diving 2007, con il raggiungimento del risultato prefissato e cioè la permanenza di un uomo, munito di attrezzatura nomale, quella comune per la subacquea, per 32 ore consecutive ad una profondità variabile tra gli 9 e i 3 metri.
Dal momento dell’emersione dell’atleta è iniziata la fase di elaborazione dei risultati dei test clinici effettuati. La “mission” è quella di rilevare quelle informazioni che possano aumentare la sicurezza dell’immersione in generale e rendere più agevole la permanenza in acqua per tempi prolungati da parte di subacquei professionisti.
Il team di assistenza ha effettuato rilevazioni ematologiche prima e dopo la prova per valutare variazioni nei parametri di coagulazione del sangue che potrebbero aver subito input dalla prolungata esposizione ad un ambiente straordinario. Sono stati rilevati i parametri elettrocardiografici, la frequenza cardiaca e la temperatura corporea mediante due sonde a permanenza che rilevavano la temperatura inguinale e retroauricolare ogni 20 minuti durante tutta la prova.
Il Prof. Franco Rossitto dell’ESA, European Space Agency ha provveduto a rilevare i parametri posturali prima e dopo la prova mediante uno strumento laser di alta precisione. Lo scopo di questo studio, già ampiamente sperimentato ed utilizzato per gli astronauti, era quello di valutare eventuali variazioni fisiologiche nella propriocezione, cioè in quel complesso sistema che consente al corpo umano di mantenere un corretto assetto e rapporto con lo spazio grazie a recettori posti nella cute e nei muscoli e che vengono costantemente informati dalla posizione assunta nello spazio dal corpo.
Un aspetto importante della ricerca sarà quello che deriva dai dati fisiologici quali il bilancio idrico, la macerazione cutanea e soprattutto la perdita di peso, visto che la preparazione dell’atleta quest’anno ha previsto l’uso di specifici integratori alimentari che avevano lo scopo di ridurre gli effetti stressogeni dell’evento.
Nel complesso si può già anticipare che il successo della prova sarà ribadito dall’interesse scientifico intorno all’atleta e che i dati saranno disponibili per la comunità scientifica.

 

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